A forza di metterci una pietra sopra, avevo costruito un muro!

Andrò dritta al punto senza tanti giri di parole: se non sai dare un nome all’emozione che stai provando, sarà ancora più difficile affrontarla, accettarla e soprattutto trasformarla.

 

Perché è così difficile dare loro un nome e pronunciarlo ad alta voce?

  1. La rabbia, la tristezza, la paura sono giudicate negative. Fin da piccoli impariamo che vanno bene solo le emozioni “positive”. Le altre si nascondono, si controllano, si superano in fretta.
  2. Non c’è tempo per ascoltarsi veramente. Andiamo di corsa, riempiamo le giornate, e nel momento in cui un’emozione scomoda bussa alla porta, la mettiamo in coda insieme a tutto il resto.
  3. Nessuno te lo insegna. Nessuno si siede accanto da bambini per dirci: “questo che senti si chiama paura, ed è normale sentirla”. Lo impariamo da soli, se lo impariamo.

 

Oggi ti voglio parlare di come ho scoperto la mia paura.

 

Togliendo una pietra alla volta da quel muro che avevo costruito per non sentire.

Sotto ogni pietra c’era qualcosa che avevo smesso di guardare: la paura del giudizio degli altri e quello ancora più severo che mi facevo da sola, la preoccupazione di non essere mai all’altezza, la sensazione di dovermi impegnare sempre di più degli altri, come se il minimo non fosse mai abbastanza, la paura di essere considerata troppo sensibile, come se fosse un difetto da correggere e sotto tutte le altre, la paura più temuta: quella di essere lasciata da sola.

 

Ogni pietra tolta era una scoperta, ma anche una sofferenza. Perché il muro, per quanto pesante, mi aveva protetta a lungo. Mi aveva permesso di funzionare, di andare avanti, di non fermarmi a sentire quanto quella paura fosse radicata. Il problema è che un muro non seleziona: tiene fuori la paura, ma tiene fuori anche la possibilità di essere vista davvero, di chiedere aiuto, di lasciarmi avvicinare.

Solo togliendo le pietre, una alla volta, ho iniziato a comprendere di quanta potenzialità c’è nella paura. Invece di bloccarmi, ora riesco a reagire con il cuore.

 

E tu, che pietre hai messo sopra la tua paura? Sapresti riconoscere, oggi, di cosa hai davvero paura?

 

Con dolcezza

Debora Baggio Counselor

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